Dal business plan al sistema di pianificazione e controllo di gestione

Qual è il problema da risolvere?

Molte aziende operano senza una gestione consapevole dell’andamento della propria attività sia storico che prospettico.

Questo vuol dire che spesso non si ha la consapevolezza delle proprie performance economiche, finanziarie e gestionali, del loro andamento storico, del loro confronto rispetto ai target raggiunti dai propri competitor, dei trend del mercato di riferimento e dell’adeguatezza della propria struttura organizzativa e del proprio business model rispetto agli scenari attuali e futuri.

Business Plan, Balanced scorecard e Piani industriali, non sono solo strumenti gestionali, ma devono entrare a far parte di una cultura manageriale che mitighi il rischio d’impresa e massimizzi il suo valore economico.

Proprio in ottica di contenimento del rischio, è intervenuto anche il legislatore del Codice della Crisi d’impresa ha recentemente introdotto l’obbligo per l’imprenditore di dotarsi di un assetto organizzativo, amministrativo e contabile che non solo gestisca eventuali crisi economico-finanziarie ma le prevenga grazie all’adozione di idonei strumenti gestionali e adeguate logiche organizzative.

In tale contesto diviene centrale il ruolo del piano industriale, non come semplice documento, ma come processo di pianificazione strategica e successivo monitoraggio del programma di azioni tese al raggiungimento degli obiettivi aziendali. 

Parallelamente occorre dotarsi di un sistema di programmazione e monitoraggio delle performance, sia per verificare la rispondenza rispetto agli obiettivi strategici sia per tempestive revisioni dei piani in caso di variazioni di scenario.

Chi ha questo problema?

Quando si tratta di gestione e pianificazione solitamente le PMI si affidano all’intuito dell’imprenditore ed a semplici ed isolati controlli contabili circa l’andamento aziendale. 

Un simile “modello gestionale” può risultare sufficiente in alcune fasi dell’attività di impresa, o comunque nel breve termine ed in casi isolati in cui l’impresa, forte del suo prodotto (o servizio) innovativo, non soffre la concorrenza di altri player e può chiedere al mercato un prezzo sufficiente anche per coprire le proprie inefficienze organizzative.

Nel medio/lungo periodo però, la competitività si erode, il sistema bancario inizia a non supportare più l’impresa, generando disequilibri sempre più insostenibili, fino ad arrivare al alla fasi critiche in cui l’imprenditore non riesci a far fronte ai propri impegni.

Ci si accorge dell’importanza degli strumenti di pianificazione e gestione aziendale soltanto quando si vivono determinate fasi di criticità aziendali (ad es. deficit finanziari e contestuale ritrosia del sistema bancario a concedere nuova finanza), quando ormai potrebbe essere troppo tardi per porre rimedio.

Oppure  in particolari circostanze della vita aziendale: l’ingresso di nuovi soci, la richiesta di finanziamenti, ecc.

Quello che occorre comprendere è che è necessario prevedere e pianificare piuttosto che correre ai ripari.

La Partner affianca l’imprenditore ed il management lungo tutto il processo, dalle analisi iniziali alla stesura del documento, fornendo infine consulenza per l’implementazione del sistema di pianificazione e controllo necessario per monitorare le performance durante l’execution del piano.

Il metodo partner

  1. Check-up aziendale :
    • Obiettivi della Direzione; 
    • Business Model e definizione delle ASA; 
    • Punti di forza e debolezza del business e dell’attuale assetto organizzativo; 
    • mappatura dei processi aziendali ed individuazione dei fattori critici di successo (CSF)
    • Analisi Bilancio Gestionale 
    • Analisi di statistiche  
      • una panoramica che si rende disponibile grazie al coinvolgimento di un team di consulenti Partner con diverse competenze
  2. Condivisione del Programma di attività di implementazione del sistema di Pianificazione e controllo ed affiancamento al management durate le singole fasi, apportando correttivi ove necessario

Che cosa ti succede se non la applichi?

Senza pianificazione e controllo di gestione, la tua azienda è come una nave in mezzo al mare senza bussola, cannocchiale e senza stelle!

Significa mettere in discussione la continuità aziendale, aumentando altresì le responsabilità degli amministratore perché non vengono rispettati i nuovi obblighi normativi previsti dal Codice della Crisi di Impresa.

Che cosa succede se provi a fare da solo?
Che cosa succede se la applichi con un competitor non specializzato?
Elenco delle possibili obiezioni alla soluzione, con risposte

Probabilmente starai pensando che hai tutto sotto controllo, che hai ben chiari i tuoi obiettivi strategici e che non sia necessario formalizzarli all’interno di un processo di condivisione con il managament.

Oppure che basti analizzare il bilancio a fine anno per poi fissare qualche obiettivo macro per il prossimo esercizio, infine che tutto ciò sia sufficiente perché hai fatto sempre così ottenendo ugualmente dei buoni risultati.

Questo modo di fare impresa era sufficiente tanti anni fa, quando si avevano alti margini ed una domanda crescente che teneva lontane le insidie dei competitor.
Gli attuali scenari e la crescente concorrenza nazionali ed estera, oltre agli obblighi normativi, ci impongono un nuovo approccio al business: una gestione “consapevole” della propria azienda, con personale qualificato che ti supporti nella valutazione del business e delle opportunità che può offrire il mercato.

C’è una garanzia sul risultato, o che abbassa il livello di rischio?

L’intero processo di pianificazione strategica può essere molto complesso e richiedere diversi mesi, pertanto proponiamo delle soluzioni mirate e sostenibili, a seconda della dimensione aziendale, proponendo nei primi approcci dei semplici strumenti di simulazioni economico-finanziarie per consentire delle valutazioni di massima, per poi concordare con l’imprenditore una seconda fase più strutturata, dopo avere posto le basi in termini di formazione del management e sostenibilità finanziaria.

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