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Principali errori da evitare nell’e-mail marketing

  |   Consulenza, Marketing

Se la pubblicità sappiamo bene essere cosa non particolarmente gradita a nessuno, la ricezione di informazioni utili che vadano nell’interesse esclusivo del consumatore costituisce invece un elemento imprescindibile per far crescere il numero di clienti e fidelizzare quelli esistenti.

È in questo contesto che si colloca la “complessità” dell’email marketing, costantemente in bilico tra l’”interessante” e lo “spam”.

Il metodo giusto è sempre lo stesso: avere un ascolto attivo nei confronti dei destinatari e proporre loro valore senza chiedere niente in cambio.

Non è un caso che, anche a livello televisivo, vanno per la maggiore i report di approfondimento su specifiche tematiche, a conferma che l’utente (il consumatore) è alla costante ricerca di informazioni concrete che magari, nella grande confusione del Web e dei social network, non riesce a trovare con facilità.

L’e-mail marketing non è comunque un’attività impossibile da praticare, anzi! Va solo pianificata e gestita strategicamente e con molta cura.

Possiamo elencare almeno tre grandi errori che devono sempre essere accuratamente evitati:

1. Usare l’e-mail marketing solo per vendere

Quando un vostro cliente entra in negozio non cercate di vendergli subito qualcosa, ma prima instaurate una comunicazione con lui cercando di capire le sue necessità ed offrendo solo in un secondo momenti soluzioni in grado di soddisfarlo.

Con l’e-mail marketing è necessario avere esattamente lo stesso approccio: prima di tutto cercate di stabilire una comunicazione, perché soltanto da questo momento sarete poi in grado di offrire delle soluzioni.

2. Non profilare le liste

La profilazione è una funzione essenziale poiché ci permette di creare liste differenziate di utenti per poter dare loro informazioni mirate quindi di potenziale maggior interesse, anziché inviare tonnellate di informazioni generaliste.

3. Non analizzare i risultati

Le statistiche dicono in modo molto chiaro che soltanto il 20% delle aziende che utilizza strategie di e-mail marketing presti particolare attenzione all’analisi dei risultati, ovvero si limita esclusivamente a vedere quante aperture delle e-mail ci sono state, quanti clic sono stati effettuati all’interno della e-mail e quante cancellazioni sono avvenute nel periodo.

Dati importanti, ma non sufficienti a migliorare una strategia di comunicazione.

È necessario capire perché le persone non aprono le nostre e-mail: individuare le cause dei comportamenti della nostra utenza è un’informazione di vitale importanza.

Ogni dato deve essere analizzato con estrema attenzione, ma soprattutto è fondamentale attivarsi di conseguenza e in modo differenziato.

Ad esempio, se un utente si cancella dalla nostra lista, è consigliato predisporre una serie di pagine sul sito che vengano utilizzate come modalità di richiesta di re-iscrizione chiedendo all’utente il vero motivo della cancellazione, magari mettendosi in discussione in modo simpatico.

Allo stesso modo è importante capire perché le e-mail non vengono aperte. Per fare questo basta utilizzare sistemi noti come un invio di tipo A/B, ovvero la stessa e-mail viene inviata ad esempio con due titoli diversi o due diverse percentuali della stessa lista (spesso questo stratagemma riesce a farci capire quale sia il titolo migliore da poter utilizzare per veicolare il nostro messaggio).